Mese: marzo 2018

Pangea Onlus

Pangea siamo… 45.820 donne e 45.820 famiglie che hanno ricominciato a vivere e a sentirsi parte attiva del mondo, grazie alla volontà, al coraggio e a progetti che si basano sulle reali aspirazioni e potenzialità delle donne e delle persone.
Pangea siamo… in Italia, in Afghanistan, in India.
Pangea siamo… 15 anni di impegno, di entusiasmo e di risultati concreti.
Pangea siamo donne, famiglie, sogni e progetti.
Pangea siamo anche te.

Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, l’educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva, la formazione professionale, la creazione di attività generatrici di reddito, la microfi nanza. Per noi, ogni donna è un moltiplicatore di benessere nella società in cui vive, il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, essere donna significa essere vittima di situazioni politiche instabili, di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere donna significa essere privata dei propri diritti.

Cosa Facciamo
Fondazione Pangea agisce all’interno delle maggiori tematiche relative ai diritti umani e delle donne.
Il nostro lavoro si basa sull’ascolto del bisogno, attraverso:
• Corsi di alfabetizzazione.
• Formazione professionale.
• Educazione igienico sanitaria e alla salute riproduttiva.
• Educazione ai diritti umani.
• Assistenza ginecologica e al parto.
• Microcredito.
• Sostegno alla creazione di imprese al femminile.
• Sviluppo della leadership femminile e creazione di gruppi in grado di rafforzare il rispetto dei diritti e il miglioramento del benessere economico.
• Sostegno psicologico, consulenza legale, supporto al recupero di una genitorialità positiva, sensibilizzazione contro la violenza di genere e gestione di uno sportello antiviolenza online (attività in Italia).
• Sensibilizzazione sui diritti delle donne.

Progetti attivi in Italia:
• AMA – Rete Donne Pangea
• Sportello Antiviolenza Online.
• Il Progetto Piccoli ospiti.
• Giovani Donne: che Impresa!
Progetti attivi in Afghanistan:
• Il Progetto Jamila.
• Le Parrucchiere di Kabul.
• Il Progetto giovani sordomuti.
Progetti attivi in India:
• Il Progetto Donne disabili a Calcutta.
• Il Progetto di Empowerment femminile a Varanasi.

Se vuoi sostenere le attività di Pangea Onlus, puoi fare una donazione sul loro sito: www.pangeaonlus.org

Puoi anche richiedere le meravigliose pins disegnate in esclusiva per Pangea da Enrica Mannari.
Quattro pins per dare un futuro diverso alle donne vittime di violenza domestica e ai loro bambini.
Ogni pins ha un significato speciale legato al progetto:
• Un Faro a indicare la strada della luce
• Un Cuore Fiorito perché l’amore sboccia dove
c’è amore
• Un Occhio che veglia e protegge
• Due Mani che tengono una Stella per ricordarci
che la felicità esiste solo se condivisa

Sister Namibia

Sister Namibia è un’organizzazione no-profit femminista nata nel 1989 in difesa dei diritti delle donne con sede a Windhoek, in Namibia. Rappresenta una voce costante per la promozione della parità di genere e l’emancipazione delle donne attraverso la condivisione di informazioni e mezzi pratici.

La rivista Sister Namibia viene pubblicata quattro volte all’anno ed è pensata per ispirare le donne a fare scelte libere e agire come agenti di cambiamento nelle loro relazioni e nelle loro comunità. Sister Namibia ospita regolarmente workshops con scuole e studenti universitari, gruppi giovanili e altre organizzazioni. I workshops sono interattivi e ruotano attorno a temi aggiornati su questioni di genere e situazione delle donne in Namibia (corsi su autodifesa, gravidanze adolescenziali, gestione dei conflitti all’interno della coppia, sessualità ecc.).

Uno dei progetti principali portati avanti da Sister Namibia negli ultimi 4 anni è quello dei Sister Pads, ovvero la produzione e distribuzione di assorbenti lavabili per le ragazze che vivono nelle aree rurali del Paese.

L’incapacità delle ragazze nel gestire in modo sicuro ed efficace le loro mestruazioni si è recentemente dimostrato essere un ostacolo all’uguaglianza di genere, un impatto negativo sulla salute e sulla loro capacità di riuscire accademicamente ed economicamente.
Durante le loro mestruazioni, soprattutto le ragazze che vivono zone particolarmente rurali, si assentano da scuola ogni mese tra i 3 – 5 giorni per mancanza di prodotti sanitari, costrette a utilizzare ‘alternative’ come foglie, carta, vecchie magliette o imbottiture
per materassi.

L’obiettivo del progetto Sister Pads è quello di per aiutare le ragazze a rimanere a scuola, evitando loro di usare alternative dannose a quando non hanno qualcosa da usare durante le mestruazioni, che può portare a contrarre facilmente le IST e altre malattie. I Sister Pads permettono quindi alle ragazze di sfruttare al massimo le opportunità educative per aumentare la loro fiducia e dignità ed educare alla salute e i diritti sessuali e riproduttivi (MHM). Questo progetto mira inoltre ad aumentare la capacità delle donne nelle popolazioni target di produrre kit Sister Pads di alta qualità che Sister Namibia poi venderà, così da assicurare l’emancipazione delle donne locali aumentando le loro possibilità di guadagno.
Gli assorbenti sono prodotti localmente in 100% cotone e ProSoft Waterproof PUL, un tipo di fodera prodotto negli Stati Uniti, traspirante, morbido, elastico, flessibile e resistente.

L’assorbente può essere riutilizzato, risciacquato e lavato ed è quindi anche sostenibile perché rispettoso dell’ambiente. Un kit è composto da due imbottiture impermeabili, da quattro pezzi di tessuto che assorbono ulteriore sangue e istruzioni su come pulire e mantenere gli assorbenti,
il tutto contenuto in una piccola borsa di stoffa per un trasporto più facile.
Dal lancio del progetto alla fine del 2014, più di 3.280 ragazze sono state fornite con un kit Sister Pads che possono durare fino a due anni.
Dato che le ragazze frequentano la scuola più regolarmente, i SisterPad potrebbero contribuire positivamente sulla futura indipendenza finanziaria delle ragazze.

Testimonianza di Chiara d’Onofrio

Per me è stato un grande onore far parte, seppur per un breve periodo, del team di Sister Namibia perché, oltre a conoscere donne meravigliose quali sono la direttrice e la media officer, ho avuto modo di entrare a diretto contatto con realtà che a malapena immaginavo. Un’esperienza che mi ha arricchita moltissimo. Il mio lavoro è stato principalmente lavoro d’ufficio: revisione del sito web, della pagina Facebook, ricerca di articoli per la rivista ed il blog, analisi dei test pre e post utilizzo dei Sister Pads.

L’analisi dei test era un passaggio molto importante perché mi permetteva di conoscere direttamente le esperienze della ragazze a cui sono stati o saranno distribuiti i Sister Pads: leggevo di secchi con poca acqua usati in comune da decine di persone, di bambine intimidite di non farsi vedere in pubblico durante i giorni di mestruo perché considerate impure, di bambine che non vanno a scuola quando piove perché il tragitto casa-scuola si percorre a piedi (e per diversi chilometri), di bambine che non hanno i mezzi essenziali per far fronte ai giorni di mestruo.
Ma la parte più interessante è stata senza dubbio quella interattiva, ovvero quando si andava nelle scuole per i vari workshops. Come già accennato, uno dei compiti dell’organizzazione è anche quello di insegnare tecniche di autodifesa attraverso brevi lezioni nelle scuole o nella sede dell’organizzazione stessa. Queste lezioni sono indirizzate in particolar modo alle bambine/adolescenti. Per noi è una realtà difficile da immaginare, ma in Namibia (così come in tanti altri paesi africani e non) le molestie e le violenze sono per le donne un pericolo all’ordine del giorno. Le ragazze non hanno la libertà di uscire fuori casa la sera. Per noi è una cosa scontata, per loro sarebbe un lusso.

Non escono perché gran parte della popolazione vive in zone malfamate, con scarsa o inesistente illuminazione e altrettanto misera è la presenza delle forze dell’ordine. Si cresce così nei tuguri e nel terrore.
Leggendo il giornale, ogni mattina trovavo almeno un paio di notizie riguardanti violenze di varia atrocità a danno delle donne. Ne rimanevo puntualmente sconvolta, e col tempo mi sono accorta che la gente locale invece reagiva con indifferenza a tali notizie, a dimostrazione di quanto siano comuni e parte dell’immaginario collettivo. E la cosa è ancor più agghiacciante, triste: la gente ci ha fatto l’abitudine.
Andare nelle scuole è stato molto stimolante, e a volte toccante, perché quando iniziavamo a parlare di molestie e violenza sulle donne, prima di passare alla dimostrazione pratica dell’autodifesa, alcune bambine si aprivano con occhi pieni di paura mi raccontavano le loro storie, esperienze diverse ma alla fine tutte uguali: in particolare, un elemento ricorrente sembra esser lo zio che abusa regolarmente delle sue nipotine.
Oltre alle molestie domestiche, queste bambine/ragazze devono fronteggiare quotidianamente anche vari tipi di abusi da parte dei compagni di scuola e/o dai maestri, rispettivamente bullismo e punizioni corporali.

Ma al di là di questo lato negativo, c’era poi anche una parte gratificante e rassicurante, ovvero quando alla fine dei workshop le bambine si avvicinavano a chiedere maggiori informazioni circa l’organizzazione. Era davvero bello vederle interessate, curiose e fiduciose.
Sister Namibia non pretende di salvare tutte le donne del paese ma è certo che a piccoli passi, con piccoli progetti, video, articoli, workshops, un progresso nel lungo termine ci sarà e se anche solo la metà delle ragazze di oggi, future donne di domani, riesce ad elevarsi dalla condizione di bisogno in cui versa, sarà già una grande conquista.

Certo è demoralizzante pensare che realtà terribili come quelle che ho (indirettamente) vissuto siano così presenti su un territorio come quello della Namibia, considerato uno dei paesi africani più sviluppati.
Non oso immaginare le situazioni nei restanti paesi del Continente Nero.
Sister Namibia, nel suo piccolo, sta migliorando le condizioni di vita di tante donne.
E c’è ancora molto, troppo da fare, purtroppo.

Differenza Donna

Uno dei primi progetti che Re-Belle box ha scelto di sostenere  è stato “Differenza Donna”, l’associazione che dal 1989 aiuta le donne a ricostruirsi una vita libera da ogni forma di violenza. Noi di Re-Belle box abbiamo donato loro parte del ricavato delle vendite complessive dei bauletti e degli abbonamenti del mese di marzo e aprile.

* Differenza Donna si avvale del lavoro di Avvocate Civiliste e Penaliste, specializzate in materia di violenza di genere, per garantire la difesa dei diritti delle donne e dei loro figli minorenni.
* Fornisce sostegno emotivo, psicologico e legale, insieme a formazione e orientamento alla ricerca del lavoro per completare il percorso di uscita dalla violenza e il reinserimento nel tessuto sociale.
* Grazie al progetto CODICE ROSA realizza un intervento innovativo lavorando direttamente negli Ospedali, in parallelo al triage del Pronto Soccorso, allo scopo di far emergere casi di violenza domestica e sostenere tempestivamente la donna che ha subito maltrattamenti.
* Ha realizzato diversi progetti per prevenire bullismo e comportamenti violenti nelle scuole.
* Accoglie giovani migranti sopravvissute alla tratta che decidono di denunciare i propri aguzzini.
* Sostiene le donne, ragazze e bambine sopravvissute alla Mutilazione dei Genitali Femminili (MGF) o a rischio di subirla.
* Si batte per la protezione internazionale e per il riconoscimento del diritto di asilo delle donne migranti in Italia e all’estero.

Per maggiori informazioni potete visitate il sito:
http://www.differenzadonna.org

e la pagina Facebook:
Associazione Differenza Donna